Pubblicato 2025-05-08
Parole chiave
- prova indiziaria,
- epistemologia giuridica,
- praesumptio,
- Pillio da Medicina,
- Bartolo da Sassoferrato
- plena fides,
- diritto medievale,
- analogia,
- finzione giuridica,
- verità processuale ...Più
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Copyright (c) 2025 Massimo Nardozza

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Abstract
l saggio indaga la genealogia medievale della prova indiziaria, svelando la sorprendente attualità del pensiero giuridico del xii-xiv secolo. Attraverso l’analisi delle teorie di Pillio da Medicina, Accursio e Bartolo da Sassoferrato, emerge un sistema probatorio fondato sulla dialettica tra factum e ius, tra evidenza empirica e qualificazione normativa. La praesumptio pilliana — articolata in presunzioni temerarie, probabili e violente — si configura come tecnica epistemologica per trasformare l’incertezza in decisione, anticipando logiche moderne come il “circumstantial evidence” e il “beyond reasonable doubt”. La distinzione tra fatto estrinseco (dati spazio-temporali) e intrinseco (volontà, intenzione) rivela una razionalità processuale che media osservazione e interpretazione. L’evoluzione dalla semiplena probatio accursiana alla plena fides bartoliana segna il passaggio da un modello meccanicistico a una valutazione dinamica della prova, dove il giudice diviene interprete attivo. Il saggio dimostra come categorie medievali — analogia, finzione, gerarchia delle presunzioni — sopravvivano nel diritto contemporaneo, sfidando la narrativa di fattura epistemologica illuminista. L’eredità medievale si rivela non come archeologia giuridica, ma come struttura profonda del ragionamento probatorio, ponte tra empiria e autorità, tra verità sostanziale e probabilità legale.
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